Roots! n.209 giugno 2021

Hanford Flyover-Hanford Tape Sessions

Autore: Hanford Flyover

Titolo: Hanford Tape Sessions

Tracks: 1. Revolve – 2. Noise – 3. Me Whetherman – 4. Another Sun – 5. Money In The Kettle – 6. Today – 7. Cloverfield – 8. Shortwave (instrumental) – 9. Sunrise (instrumental)

Anno: 2021

Genere: Psych, folk, blues, Kosmische Musik, prog

Città: Louisville, Kentucky – Staffordshire

Componenti: Holly & Josh

Etichetta: Fruits de Mer Records

Formato: Digitale, vinile, CD

Sito web: Hanford Flyover

 

 

Hanford Flyover-Hanford Tape Sessions

by Simone Rossetti

E’ meglio un uovo oggi o una gallina domani? Tradotto, perchè aspettare mesi per la realizzazione di un vinile (e quindi relativa pubblicazione dell’album) quando si può pubblicare una versione in CD praticamente subito? Alla Fruits de Mer così hanno deciso (ed è tutto dire visto che è un’etichetta ostinatamente dedita solo al vinile) ed ovviamente non a caso, complice il lockdown che ha reso necessaria questa opzione (per il momento, il vinile è comunque già in stampa), ad ogni modo è pur sempre un formato (il CD) di tutto rispetto ma veniamo alla musica; gli Hanford Flyover sono Holly (Louisville, Kentucky) e Josh (Staffordshire), il titolo dell’album, Tape Sessions, vi farà già intuire il tipo di approccio per queste registrazioni, molto “do it yourself”, su nastro magnetico utilizzando dei vecchi Portastudio multitraccia con un risultato a livello di suono niente male, anzi, ha un suo fascino che si sposa benissimo con le sonorità di questi brani. Dalla psichedelia, al prog, al folk fino ad incursioni in territori elettronici anni 70 e garage-blues; non un album imprescindibile ma sicuramente con dei buoni pezzi, come l’iniziale Revolve, avvolgente ballata elettro-acustica dai profumi garage-psych impreziosita dalla bella voce di Holly, timbriche scure e sognanti che ci ricordano quella di Grace Slick dei Jefferson Airplane, un bel sentire; e si prosegue con la frizzante Noise, un electro-pop tanto semplice quanto affascinante e vi assicuriamo, impossibile resistergli. Mr Whetherman vede alla voce Josh, leggermente effettata che da al brano un tocco più moderno ma il risultato non ci convince del tutto, Another Sun è attraversata da paesaggi psichedelici eterei e sognanti su tappeti di elettroniche anologiche e digitali mentre è sempre l’interessante voce di Holly a farci da guida e sirena. C’è il blues-prog di Money In The Kettle dai profumi fine anni 60 e che sa di deserto, di polvere, di peyote, pezzo che avremmo visto bene nella colonna sonora di Easy Rider e non è da meno Cloverfield, cantata a due voci e dalle sonorità psichedeliche oscure e lisergiche ma già più moderne; gli ultimi due brani in scaletta, Shortwave e Sunrise, sono interamente strumentali, molto “visivi”, una combinazione ideale fra la Kosmische Musik di scuola tedesca anni 70 ed il lato più psichedelico-sperimentale dei Pink Floyd (e qui, vista la materia, si va molto sui gusti personali). La cosa migliore da fare (che non è un consiglio, qui non ne diamo) è quella di ascoltare queste Tape Sessions senza troppe pretese e gustarsele per quel che sono, sonorità vintage e moderne accattivanti e nostalgiche, brani che nel loro piccolo si ascoltano piacevolmente (no, non faranno la storia del rock ma almeno hanno un loro perchè). Da Roots! è tutto e come sempre buon ascolto (qui).   

Hanford Flyover-Hanford Tape Sessions

by Simone Rossetti

translated by Queen Lady

Is an egg better today or a chicken tomorrow? Translated, because you wait months for the realization of a vinyl (and therefore relative release of the album) when a version in CD straight away practically? At Fruits de Mer so they decided (and that’s saying a lot since it is a label stubbornly dedicated only to vinyl) and obviously not surprisingly, thanks to the lockdown which made this option necessary (for the moment, the vinyl is in any case already in print), at each mode is still a respectable format (the CD) but let’s get to the music; the Hanfords Flyover are Holly (Louisville, Kentucky) and Josh (Staffordshire), the album’s title, Tape Sessions, will already make you guess the type of approach for these requests, very “do it yourself”, come on magnetic tape using old multitrack Portastudio with a sound level result not bad, indeed, it has its own charm that goes very well with the sounds of these pieces. From psychedelia, to prog, from folk up to forays into electronic territories of the 70s and garage-blues; not a an essential album but certainly with good pieces, such as the initial Revolve, enveloping electro-acoustic ballad with garage-psych scents embellished by Holly’s beautiful voice, timbres dark and dreamy that remind us of Grace Slick by Jefferson Airplane, a good feeling; and yes continues with the sparkling Noise, an electro-pop as simple as it is fascinating and we assure you, impossible to resist. Mr Whetherman sees Josh on the voice, slightly effected which he gives to the song a more modern touch but the result does not fully convince us, Another Sun is crossed by ethereal and dreamy psychedelic landscapes on carpets of anological and digital electronics while it is always the interesting voice of Holly to guide us and siren. There is the blues-prog of Money In The Kettle with late 60s perfumes and that tastes of desert, of dust, of peyote, a piece that we would have seen well in the soundtrack of Easy Rider and Cloverfield is not least, sung by two voices and by dark and lysergic psychedelic sounds but already more modern; the last two songs in the lineup, Shortwave and Sunrise, are entirely instrumental, very “visual”, an ideal combination between the Kosmische Musik of the German school of the 70s and the more psychedelic-experimental side of Pink Floyd (and here, given the material, we go a lot on personal tastes). The best thing to do (which is not an advice, here we do not give) is to listen to these Tape Sessions without too many pretensions and enjoy them for what they are, captivating and nostalgic vintage and modern sounds, songs that in the their little ones listen to each other pleasantly (no, they won’t make rock history but at least they have their own why). From Roots! it’s all and as always good listening (here).

 

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