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Roots! n.63 dicembre 2020

Freddie Williams And Plutonium Baby-You Said I’d Never Make It

Autore: Freddie Williams And Plutonium Baby

Titolo: You Said I’d Never Make It

Anno: 2020

Genere: garage punk, rock’n roll  

Città: Roma

 

Componenti: Federico Guglielmi alias Freddie Williams (voce), Black Guitarra (voce, chitarra), Fil Sharp (voce, chitarra, synth),  Feith Da Grave (batteria), Trebbia (basso)  

Etichetta: Area Pirata Rec.

Formato: digitale, vinile

Sito web: https://areapiratarec.bandcamp.com/album/you-said-i-d-never-make-it

Freddie Williams And Plutonium Baby- You Said I’d Never Make It

by Simone Rossetti

Niente di nuovo sotto il sole, anzi si ma è necessario fare un salto temporale di almeno 60 anni, tranquilli, niente di più facile, vi basterà mettere a girare sul piatto del vostro stereo questo vinile di Freddie Williams And Plutonium Baby ed il gioco è fatto. Attenzione, prima dell’uso leggere attentamente le avvertenze; si consiglia di tenere l’Ep lontano dalla portata di minori in quanto potenzialmente “illuminante”, riguardo al salto temporale questo non produrrà effetti collaterali prolungati in quanto solo “musicale”, per contro la presenza di eventuali tracce residue dovute ad una leggera sensazione di “godimento” saranno da imputarsi unicamente ai loro autori. Novembre 2020, Federico Guglielmi in arte Freddie Williams (potrei dirvi giornalista, DJ, produttore e forse anche piastrellista ma qui su Roots! questo ci interessa il giusto e si bada “ai’lesso”) si unisce per l’occasione ai Plutonium Baby (band romana con una storia alle spalle che sa di tante cose) e rilasciano alle stampe per Area Pirata Rec questo You Said I’d Never Make It, un Ep di quattro tracce (si, anche nell’ormai ritenuto “obsoleto” vinile, in realtà un ottima scelta), principalmente cover, principalmente un suono ed un attitudine puramente garage punk così come era e come dovrebbe essere, prendere o lasciare, nessuna concessione formale od estetica ad un orecchiabile, facile e plasticoso ascolto, si pesta duro, si suona duro e si suda duro; precisazione, il “duro” non si riferisce ad un approccio punk nel senso classico, il suono è quello tipico delle prime garage band degli anni 60 e del suo “revival” che seguì negli anni 80, i Sonics, i Cramps, gli australiani Creatures, i Kingsmen di Louie Louie, gli amfetaminici The Mummies, i grandissimi Fuzztones, uno psy-garage proto-punk semplice e senza pretese quanto affascinante. Il fatto che non ci siano brani originali è forse il più grosso limite di questo lavoro ma bisogna considerare che si tratta solo di un Ep e, come si dice, se son rose fioriranno. Non importa, noi di Roots! siamo di bocca buona e quando si tratta di musica non abbiamo interesse a compiacere o a pubblicizzare nessuno, quindi ci prendiamo quello che passa il convento senza farci troppi problemi ed in questo caso il piatto, seppur nel suo piccolo, è un piatto ricco, di quella ricchezza che forse non fa strafogare ma è sufficiente a farsi sentire meglio; si parte a razzo con la splendida Climate Of Fear (in origine dei Lewd), chitarre fuzz e distorsioni a manetta, splendidi i cori e soprattutto splendidi gli inserti vocali di Black Guitarra, Freddie ci prova, forse la sua voce non è il massimo ma nemmeno sfigura (Pavarotti, che pur aveva una bella voce, ci sarebbe stato peggio) e si passa velocemente alla successiva Destroy All Music, questa volta un brano dei Weirdos (band punk-rock di Los Angeles attiva negli anni 70), sempre notevole per intensità e per l’approccio giusto, piccola considerazione, i Plutonium Baby ci sanno fare e spaccano di brutto, trasmettono elettricità fin dentro le budella ed è un gran sentire, Media Control dei Nuns (band californiana formatasi nella metà degli anni 70) è la traccia che preferiamo, tiratissima, compatta, una chitarra dai suoni psy-garage che spicca finalmente il volo, ed eccellente anche Radio Dies Screaming dei Flesh Eaters con la voce allucinata di Freddie Williams ed un solo di chitarra affilato come un rasoio. Ma qui bisogna tornare con i piedi per terra, personalmente amo queste sonorità anche se vengono riproposte dopo 60 anni e sempre nella stessa “forma”, qui c’è l’essenza stessa del rock, non aspettatevi quindi niente di innovativo perchè non lo troverete (se non quel “godimento”, e non è poco, di cui accennavamo all’inizio), nel frattempo però aspettiamo un album vero e proprio, e con pezzi originali, è qui che si vedrà la reale pasta di cui sono fatti questi Freddie Williams And Plutonium Baby, le premesse per fare bene ci sono tutte. Siete su Roots! e come sempre vi auguriamo un buon ascolto ed un buon “viaggio”.

 

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