Roots! n.299 ottobre 2021 Dummy

Dummy - Mandatory Enjoyment

Dummy – Mandatory Enjoyment

by Simone Rossetti

Cos’è un buon album? Un buon album è un buon album e basta e questo Mandatory Enjoyment dei Dummy lo è ma soprattutto è un album interessante e dalle molteplici sfaccettature cromatiche, niente di particolarmente innovativo ma del quale vale la pena parlarne. I Dummy arrivano da Los Angeles, California, due Ep pubblicati nel 2020, rigorosamente su cassetta, Dummy EP ed EP2 (ripettivamente per Popwig e Born Yesterday Records) ed ora questo debut-album per la Trouble In Mind Records di Chicago; Alex (batteria, basso, synths e voce), Emma (voce, organo e synths) , Joe (chitarra e synths) e Nathan (voce, chitarra, basso e organo); musica difficilmente classificabile o meglio, che riesce a spaziare fra diversi generi ed influenze (dream-pop, shoegaze, no-wave, ambient-noise, krautrock, psichedelia) senza mai dare un punto di riferimento certo ma con uno stile ben definito, alle volte si tratta solo di piccole sfumature in altre è una differenza più marcata, una particolare alchimia fra anni ’60, ’90 ed oggi che per qualche strano motivo riesce ed affascina. Siamo di fronte ad un qualcosa di musicalmente nuovo? No, non sono questi i tempi e crediamo che non lo saranno a breve, siamo entrati in una fase ciclica dove tutto sembra ripetersi all’infinito, una considerazione che vale per il rock così come per la musica più sperimentale, poi ci sono rare eccezioni, quelle che uniscono un’urgenza espressiva a piccole intuizioni come nel caso di questi Dummy. Mandatory Enjoyment è un album sicuramente piacevole e tutto sommato “leggerino” mentre, viste le possibilità, ci si sarebbe aspettato anche quell’osare in più che questi tempi richederebbero ma si tratta pur sempre di scelte artistiche non discutibili, il fatto è che scorre bene ed ha il “tiro” giusto per raggiungere un pubblico più vasto (e meritatamente). Sonorità “brit-pop” trascinate dalla voce eterea e sognante di Emma che si adatta perfettamente a queste atmosfere dove si alternano brani più frizzanti come Fissured Ceramics, la notevole Daffodils o la spensierata e trascinante Punk Product #4, davvero un bel sentire, a momenti più “d’intuito” ed articolati come nell’incedere psych-krautrock di Final Weapon (ecco quell’osare che ci piace sentire) o nelle note pulsanti del basso di X-Static Blanket, brano che rimanda sia ai Velvet Underground che hai Television ma in una rilettura più attuale o come nella traccia finale, Atonal Poem, un art-rock post moderno che sorprende per delicatezza ed armonia; concludiamo con quella che forse è la traccia più introspettiva dell’intero lavoro, Aluminum In Retrograde, dalle atmosfere notturne e quasi jazzate, eterea come la voce, qui davvero splendida, di Emma. Mandatory Enjoyment è questo e visti i tempi non è poco, non stiamo dicendo che ci “accontenta” e basta, no, c’è molto di più che di un semplice accontentarsi ma qui si entra in ambiti, di attitudine ed approccio, strettamente personali, una cosa però è certa (non certa, diciamo possibile), i Dummy potrebbero tranquillamente “sfondare” sia come nuova band “alternativa”-pop o fare quella differenza di spessore in un ambito più di nicchia ma qui non ci esponiamo oltre, vedremo. Da Roots! è tutto e come sempre buon ascolto (qui).   

Dummy – Mandatory Enjoyment

by Simone Rossetti

translated by Queen Lady

What is a good album? A good album is a good album and that’s it Mandatory Enjoyment by Dummy it’s but above all it’s an interesting album with multiple chromatic facets, nothing particularly innovative but worth talking about. The Dummy come from Los Angeles, California, two Ep published in 2020, strictly on cassette, Dummy EP and EP2 (respectively for Popwig and Born Yesterday Records) and now this debut-album for Trouble In Mind Records of Chicago; Alex (drums, bass, synths and vocals), Emma (vocals, organ and synths), Joe (guitar and synths) and Nathan (vocals, guitar, bass and organ); hardly classifiable music or better, which manages to range between different genres and influences (dream-pop, shoegaze, no-wave, ambient-noise, krautrock, psychedelia) without ever giving a certain point of reference but with a style well defined, sometimes it is only small nuances in others it is a more marked difference, one strange alchemy between the 60s, 90s and today that for some strange reason succeeds and fascinates. We are from facing something new musically? No, these are not the times and we believe that it’isnt will be shortly, we have entered a cyclical phase where everything seems to repeat itself indefinitely, one consideration that applies to rock as well as more experimental music, then there are rare exceptions, those that combine expressive urgency with small intuitions as in the case of these dummies. Mandatory Enjoyment is certainly a pleasant album and all in all “light” while, given the possibilities, one would also have expected that extra daring that these times would require but these are still not questionable artistic choices, the fact is that it flows well and has the “shot” just to reach a wider audience (and deservedly). “Brit-pop” sound carried by Emma’s ethereal and dreamy voice that is perfectly suited to these atmospheres where they alternate more sparkling songs such as Fissured Ceramics, the remarkable Daffodils or the carefree and enthralling Punk Product #4, a really nice feeling, at more “intuitive” and articulated moments as in walking psych-krautrock from Final Weapon (here’s what daring we like to hear) or in the pulsating notes of bass of X-Static Blanket, a song that refers to both the Velvet Underground that you have Television but in a more current reinterpretation or as in the final track, Atonal Poem, a post modern art-rock that surprises for its delicacy and harmony; we conclude with what is perhaps the most track introspective of the entire work, Aluminum In Retrograde, with its nocturnal and almost jazzy atmospheres, as ethereal as Emma’s voice, truly splendid here. Mandatory Enjoyment is this and given I times is not short, we are not saying that it “satisfies” us and that’s it, no, there is much more than just a simple to be satisfied but here you enter strictly personal areas, of attitude and approach, one thing, however, is certain (not certain, let’s say possible), the dummies could easily “Break through” either as a new “alternative” pop band or make that difference in thickness in a field more niche but here we do not expose ourselves further, we will see. From Roots! it is all and as always good listening (here).

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