Roots! n.249 agosto 2021 Coagula In Madness

1. 2. 3. 4. 5.

1. Ciò Che E’ Dimenticato – 2. L’Enigma Della Sfinge – 3. Senza Amore Fa Schifo Qua Dentro, Senza Soldi Fa Schifo Là Fuori – 4. Shui – 5. Taedium Vitae   

Coagula In Madness – I Colori Del Vuoto

by Simone Rossetti

 “Qui la vita fa paura quanto la morte, e l’odio fa paura quanto l’amore, domani mattina svegliami altrove, dove il traguardo non è la pensione, dove le persone non usano le persone, io non sono un pazzo sogno al sole e se piove, ho uno specchio peso sopra al cuore che riflette sempre e solo ciò che vuole (tratto da Ciò Che E’ Dimenticato)

5; 5 brani, 5 tele, 5 producer e per il momento accontentatevi. Album pubblicato in formato digitale per la label ligure Musica Orizzontale in una estate all’insegna di una “normalità” della quale nessuno sembra poterne fare a meno, una scelta coraggiosa, controcorrente e che speriamo dia i suoi frutti perchè lo merita. Questo I Colori Del Vuoto, se proprio lo volete sapere, non è un album rock, è altro, un “altro” che si nutre di questi giorni, di questi tempi, di un nulla che tutto domina e annichilisce; no, non c’entra il virus, il lockdown, quell’ormai tristemente famoso “andrà tutto” bene ed i vari proclami su proclami, in parte si ma non cambierebbe poi molto, è un tutto, è questo quotidiano ed appagante vuoto nel quale stiamo beatamente collassando; potremmo dire che è “rap”, un genere che non è propriamente nelle nostre corde ma Coagula In Madness è bravo, è “diverso”, sa andare oltre il solito prodotto preconfezionato ad uso e consumo di qualche insulsa trasmissione televisiva o sempre insulso/a social influencer, è il “suo” mondo, è la sua arte. I testi e qui una considerazione dobbiamo farla, un linguaggio, una forma di comunicazione che al rock sembra oramai non appartenere più, Coagula In Madness racconta lo “stadio finale” (ma sembrerebbe l’unico possibile) nel quale versa questo paese e lo fa guardandosi intorno con spietata lucidità ma anche sensibilità; si fa presto a dire “denuncia”, no, questo I Colori Del Vuoto è quasi una resa di fronte ad un presente che non lascia scampo. La musica, niente di particolarmente innovativo ma c’è voglia di provare, di mettersi in gioco, onestamente, le influenze sono molteplici, dall’hip-hop alla musica elettronica più sperimentale, al breakcore fino a spingersi in territori quasi scream-metal ed altri più acustici ma sempre in modo discreto, senza forzare la mano e che si faranno un tutt’uno con i testi. 5 tele, ad ogni brano ne corrisponde una ( realizzate rispettivamente da Raccolta Secco, Mante, Kina, Tiarez e Mattia Proglio), non siamo esperti in materia ma possiamo dirvi, oltre ad un inutile “sembrarci belle”, che sono “questa musica”. 5 è anche il numero dei beatmaker che hanno contribuito alla realizzazione di questo lavoro producendo ciascuno un brano, 5 imprinting diversi ma lo scorrere di questo lavoro resta incredibilmente omogeneo e fluido. Ciò Che E’ Dimenticato (feat. NXPTNE) è la traccia che apre questo Ep ed è anche quella che preferiamo (attenzione, si tratta pur sempre di gusti e sensazioni), un bel pezzo attraversato da una malinconia di fondo che dilania l’anima, belli anche i suoni che si muovono fra un’elettronica più sperimentale e sonorità più intime, quasi acustiche; più dura invece la seconda traccia, L’Enigma Della Sfinge dalle influenze metalcore mentre Senza Amore Fa Schifo Qua Dentro, Senza Soldi Fa Schifo Li Fuori è un’altra piccolissima perla, dovremmo dire bellissima perché lo è ma la tristezza che il testo trasmette non ce lo permette; è bravo Coagula, una voce ricca di sfumature che riesce a narrare storie, a raccontarsi (e raccontarci) senza mai strafare, come nella successiva ed amara Shui specchio fedele di questi tempi, quella che potrebbe sembrare una traccia minore ed invece no, il crescendo che culminerà nella drammatica esortazione finale “curami Shui” è qualcosa che penetra nella carne, che si fa carne; resta ancora una traccia, quella che chiuderà questo lavoro, l’altrettanto bella Taedium Vitae attraversata da un pulsare lento e morbido squarciato solo dagli scratch di Dj Smooth, ecco, qui ci avremmo sentito bene le note di un sax, quell’osare in più verso sonorità acustiche ambient o free ma è solo una considerazione personale e che come tutte le considerazioni lascia il tempo che trova. Siamo arrivati così alla conclusione, abbiamo detto quello che ci sentivamo di dire, forse sbagliando, forse no, una cosa è certa, non lo abbiamo fatto per compiacere, I Colori Del Vuoto è un album tosto, non semplice, onesto fin nel midollo, che si ascolta bene ma “sentirlo” è un’altra cosa, se fosse stato blues non sarebbe poi stato molto diverso. Complimenti a Coagula In Madness e nell’attesa di un seguito da Roots! è tutto e come sempre buon ascolto (ricordatevi solo che non state ascoltando ma anche guardando).

Link ai singoli brani

1. Ciò Che E’ Dimenticato – 2. L’Enigma Della Sfinge – 3. Senza Amore Fa Schifo Qua Dentro, Senza Soldi Fa Schifo Là Fuori – 4. Shui – 5. Taedium Vitae   

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