Roots! n.234 luglio 2021 Clan Of Xymox

Clan Of Xymox-Clan Of Xymox

Clan Of Xymox – Clan Of Xymox

by Simone Rossetti

Perchè andare a rispolverare piccoli album appartenenti ad un passato ormai remoto? Perchè, molto banalmente, ci piace e perchè ci aiuta a comprendere meglio un presente che musicalmente (e non solo) si è standardizzato su un “pensiero-prodotto” (più o meno da classifica) o finto-alternativo dallo spessore uguale a zero (non sempre è ovviamente così, malgrado un “tutto” la musica fatta bene esiste ancora). Album pubblicato nel luglio del 1985 per la storica etichetta inglese 4-AD, un nome, quello dei Clan Of Xymox, sconosciuto ai più (e che resterà comunque sempre confinato ad un circuito di nicchia); band olandese formatasi in quel di Nijmegen (Paesi Bassi) agli albori degli anni 80, Ronny Moorings alla voce, chitarra e tastiere, Anka Wolbert alla voce, tastiere e basso, Pieter Nooten alla voce e tastiere; Subsequent Pleasures fu il loro Ep di debutto (1983) autoprodotto e stampato in sole 500 copie (oggi esaurite ma comunque disponibile in una serie di ristampe che si sono susseguite nel tempo) al quale seguirà questo Lp omonimo che riscosse un discreto interesse da parte delle riviste specializzate e nei locali più underground dell’epoca; già, epoca, un album del quale ne vorremmo parlare al presente ma sappiamo bene che non è possibile, ad ognuno il suo tempo, a noi il nostro ed a questo Clan Of Xymox il suo. Synth-dark wave dalle atmosfere molto gotiche e sognanti, ampio uso di elettroniche ma sempre in modo discreto ed elegante, non un capolavoro (lo diciamo solo perchè i gusti così come un approccio sono sempre personalissimi) ma se amate le atmosfere autunnali, se preferite la malinconica quiete di paesaggi desolati anzichè il becero caos quotidiano o se semplicemente siete attratti come falene notturne dalla flebile luce di un lampione allora in questo album troverete quel tassello mancante, unico e necessario. Album da ascoltare tutto d’un fiato dall’inizio alla fine, se mettete in pausa, stoppate od altro la sua magia svanirà, la bellezza dei brani no, questa resterà ma presi singolarmente sarà un’altra cosa. Non stiamo parlando di una scatoletta di tonno quindi non vi riporteremo i vari ingredienti e data di scadenza, serve una giusta predisposizione, questo si ma nient’altro; album che si apre con A Day all’insegna di una più sostenuta synth wave dalle bellissime linee armonico-melodiche ma è con la successiva No Words che le coordinate stilistiche dei Clan Of Ximox prenderanno forma compiuta, morbidi tappeti di synth e chitarre evanescenti in una dimensione più intima ed oscura mentre il mondo circostante sembra farsi lontano, così come nella successiva Stumble And Fall con un un refrain “epico-acustico” che spiazza ed affascina. Cry In The Wind è un piccolo capolavoro dalle sonorità più elettroacustiche e carico di una tensione insostenibile, tutto scorre perfetto, dal crescendo alla voce severa e decadente di Ronny Moorings, brano immenso; si passa a Stranger, un pezzo che non sarebe dispiaciuto ai primi Depeche Mode, interessante ma più da “ponte” ed a seguire Equal Ways, la bellissima Equal Ways, tenera ed autunnale, un luogo oltre che un semplice ascolto e dal quale non si vorrebbe più tornare indietro se non che tutto ha una fine ed il risveglio passerà attraverso le sonorità post-punk della più spigolosa 7th Time che vede alla voce la bravissima Anka Wolbert; a chiudere l’album ci penserà un altro piccolo gioiellino dalle atmosfere acustiche e poetiche, No Human Can Drown, altro luogo dove trovare rifugio e conforto. Album che, inutile negarlo, musicalmente appartiene ad un altro tempo ma solo musicalmente, è e sarà sempre lì, pronto a dare conforto a chi ancora stenta a ritrovarsi in un quotidiano “nulla”. Noi ci fermiamo qui, il seguito è un’altra storia (come tutti i seguiti) ma della quale riparleremo a breve, per il momento vi basti questo piccolo e misconosciuto album che malgrado le sue primavere è ancora tanta roba; da Roots! è tutto e come sempre buon ascolto (qui o qui).

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