Roots! n.223 luglio 2021

Cek Franceschetti-Sarneghera Stomp

Autore: Cek Franceschetti

Titolo: Sarneghera Stomp

Tracks: 1. Moanin’ Rain, 2. Home Lake Blues, 3. Tiny Teaspoon, 4. Chicks And Wine, 5. Lady Lake, 6. Horny Dog, 7. Breakin’n Deal, 8. Maybe Tomorrow, 9. I Don’t Live Today, 10. Nothin’ at All

Anno: 2021                            

Genere: Blues, delta blues, folk blues

Città: Pisogne (Mississippi)

Componenti: Cek Franceschetti (chitarra, voce), Andy J Forest (armonica), Roberto Luti (electric guitar), Luca Manenti (acoustic guitar)

Etichetta: Slang Music

Formato: CD, digitale, vinile

Sito web: Cek Franceschetti 

Cek Franceschetti-Sarneghera Stomp

by Simone Rossetti

C’è un suono che è semplicemente un suono e lo è a prescindere, da un luogo, da un colore, da una voce, dal trascorrere del tempo ed è il blues, la musica blues; qualcuno una volta ha detto una musica facile da suonare ma difficile da ascoltare, chissà, una cosa è certa, o lo si sente (e a quel punto ci appartiene) o non lo si sente (e qui c’è ben poco da fare, solo mettersi l’anima l’anima in pace e aspettare il momento giusto, quello che non lo si sceglie ma ci sceglie). Cek Franceschetti, bresciano ma residente a Pisogne, pacifica cittadina affacciata sul Lago d’Iseo, pacifica almeno fin quando non si scatena la “sarneghera”, che non è una parola voodoo ma una violenta ed impietuosa tempesta che si scatena improvvisamente fra quelle zone, pochi minuti di devastazione totale; tempesta che darà il titolo a questo ultimo lavoro di Cek Franceschetti uscito in un luglio pieno di (solito ed inutile) ottimismo per la Slang Music. Cek Franceschetti respira blues come mio nonno poteva respirare l’odore dei polli e della terra da zappare, un qualcosa che ti penetra dentro e ti definisce (una mancanza in questi tempi fatti di un “nulla-liquido”); 10 tracce profondamente blues, intensamente blues e semplicemente belle, ariose, scarne negli arrangiamenti eppure per una qualche strana alchimia “moderne”, il classico blues rurale o delta blues, quello del Mississippi, di Robert Johnson, di Muddy Waters, di Mississippi John Hurt, di John Lee Hooker, onesto e senza alcuna concessione ad una presunta “modernità”, così come mamma (quella terra e la sua storia) l’ha fatto; no, non si tratta di nessuna “rivisitazione”, Cek suona proprio il suo blues e lo fa alla grande (ed in modo “insolito”, Stomp appunto, sostenuto). Niente lista della spesa, ci lasceremo guidare solo dal naso e dalla pancia, in ordine sparso, perchè così merita questo Sarneghera Stomp (e la sua bellissima artwork). Home Lake blues, la dolce ballata Lady Lake e la più amara Nothin’ at All, un trittico che è un gran bel sentire e “stranamente” moderno, per dirla tutta la voce di Cek non è la classica voce “nera” prestata al blues ma è una voce, ovviamente “bianca”, che sa come come narrare storie, un dono non da poco; c’è il blues alla Robert Johnson di Moanin‘ Rain, un viaggio a ritroso verso quel “crocicchio del diavolo” dove tutto ha avuto inizio; lo stomp-blues di Chicks And Wine direttamente dall’inferno delle nostre umane miserie e la polverosa ballata di Horny Dog, un gran bel pezzo che non sarebbe dispiaciuto ai Rolling Stones. Noi ci fermiamo qui, a voi il piacere e la sorpresa di scoprire il resto, quel vecchio blues che malgrado “tutto” sa ancora trascendere dal nostro umano scorrere per farsi vita, respiro, pulsare necessario; Cek Franceschetti “osa” e non si risparmia, a tratti forse leggermente “eccessivo” ma non sbaglia e da parte nostra tanto di cappello. Da Roots! è tutto e come sempre buon ascolto (qui o qui).

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