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Roots! n.179 maggio 2021

BZ BZ UEU-Tapes & Vinyls

Autore: BZ BZ UEU

Titolo: Tapes & Vinyls

Tracks: 1. Entro – 2. Ta-dh – 3. Ft – 4. Victor Fortuna – 5. Cognitivo – 6. Pica Pica – 7. Interjoplin – 8. Smarti – 9. Infame (veritas) – 10. Bravata – 11. Warzmerigosz – 12. Bzout – 13. Tuna Scooter – 14. Bzung – 15.  Portanuova – 16. Tan.Geri – 17. Fiction Fiesta

Anno: 1994/1998 released 2016

Genere: Jazz, Punk, Hardcore

Città: Bari

Componenti: Efisio Biancofiore (chitarra), Edi Leo (tromba), Jacopo Andreini (sax), Carlo Lupori (batteria), Pino Montecalvo (basso), all members (some words, little instruments, toys)

Etichetta: Music à la Coque

Formato: CD, digitale

Sito web: BZ BZ UEU

 

BZ BZ UEU-Tapes & Vinyls

by Simone Rossetti

Si dirà che l’Arte trascende dal “bello e dal brutto”, vero (restano comunque i gusti personali), si dirà anche che l’Arte è una fra le massime espressioni umane, ed è vero anche questo, probabilmente lo è anche un qualsiasi brano (restando in ambito musicale) di una qualsiasi quanto inutile pop-star del momento (arte di vendere, arte di vendersi), ma cos’è che definisce l’Arte in quanto tale? Se cercate in rete troverete di tutto e di più, dall’antica Grecia (arte delle Muse) fino ai giorni nostri, ognuno avrà modo di dire la sua (giustamente o meno), noi di Roots! non siamo nessuno nè abbiamo la presunzione di esserlo (nè ce ne può fregare di meno), però c’è arte e Arte, la differenza non sta nella bravura, nella tecnica o nel risultato finale, sta nel respiro. Punto, qui chiudiamo un discorso che implicherebbe un “sapere” del quale non siamo degni, magari altri si ma non noi e ci sta bene così. Narrare un totale caos non è Arte, è follia ma è il motivo per il quale siamo qui e parliamo di musica, si, anche questa, se poi sia Arte od un semplice “rifiuto non differenziabile” di questa società non lo sappiamo, non importa, di qualsiasi cosa si tratti ha quel respiro. Geniale, folle, caotico, ostico, altamente disturbante, crudo, per contro, umano, tristemente umano, luccicante di luce propria, materia viva plasmabile, pulsante di vita fino ad imploderne. Qui su Roots! non ci giriamo intorno, sapete cosa aspettarvi, liberi di scegliere se cambiare canale o rischiare di proseguire una lettura ed un ascolto del quale non ce ne assumiamo la responsabilità (ma che bel rischio). Jazz-core all’ennesima potenza, violento, scarnificato fino all’osso, un “pestare” fuori da qualsiasi regola o schema, un salto nel vuoto libero e totale, ultimo e definitivo, poi c’è solo il volo. Arte o un cesso (con tutto il rispetto per il cesso ma anche per le prime 200 posizioni delle classifiche più blasonate), la differenza, minima, infinitesimale, sta nel respiro di questa musica; i BZ BZ UEU, band barese dall’approccio punk ma con attitudine jazz (che di per se non vuol dire nulla ma ci ritorneremo su), una serie di registrazioni che abbracciano un arco temporale che va dal 1993 al 2005 fra demo, live in studio e vari split 7”, registrazioni probabilmente destinate all’oblio se non fosse che la più ermetica etichetta indipendente italiana che conosciamo, la Music à la Coque, nel 2016 ha pensato bene di raccogliere tutto questo materiale e di pubblicarlo per i tempi a venire, per le generazioni future o forse solo per “discutibile” passione; non importa, quello che conta è che c’è ed è possibile ascoltarlo. Disturbo, ci verrebbe da dire, ad un primo approccio inevitabile, la sua bellezza e tutte le sue sfumature arriveranno dopo, per cui non mollate; non è musica suonata a caso, in ogni singolo brano (principalmente “strumentali” ma qui una parola che assume tutto un altro valore e significato) c’è un tema portante, solo accennato, fragile, appena percettibile ma c’è ed è jazz (anni 30, 40, 50, 60, 70, 80, in tutte le sue diversità sempre di jazz si tratta); musica strumentale si dirà , ovvio, manca la voce, sbagliato, la voce c’è ed è il sax di Jacopo Andreini, lui è la voce solista, quella a cui fare riferimento, poi c’è una sezione ritmica semplicemente devastante, quel basso-batteria che da semplici strumenti e note si fanno pennelli e colori nelle mani di un pittore “surrealista”; poi c’è la chitarra di Biancofiore, irruenza punk ma tutto un mondo da scoprire. Di solito quelli bravi argomentano la recensione di un album parlando dei suoi singoli brani, c’è quello meglio, quello peggio e via discorrendo, cosa che qui su Roots! in questo caso non ci sentiamo di fare (e se non ce la sentiamo vuol dire che non ce la sentiamo). In questa raccolta (chiamiamola banalmente così) non c’è un brano minore di un altro nè uno più “bello”, non si tratta di recensire un album dei Pink Floyd o di Beyoncè, no, la sua essenza sta nel suo respiro, un respiro di devastante e drammatica bellezza, con il quale confrontarsi o nel caso (niente di male) rifiutarlo. Argomentazioni tecniche? Si, che è suonato alla grande e che le registrazioni restituiscono tutta la materia viva di questa musica, ci viene in mente (forse sbagliando) un Ornette Coleman dei primi anni 60 che casualmente (ma nemmeno troppo) si trova a suonare insieme ad un gruppo punk sperimentale degli anni 80 (e ci sta); niente, fate un bel respiro, chiudete gli occhi e sparatevi questo lavoro alla cieca, non sarà il modo migliore ma è un buon modo. Oggi i BZ BZ UEU non esistono più, esistono altri progetti paralleli dei quali riparleremo ma questa musica no, appartiene ad un altro tempo, estraneo a questo eppure un lascito importante, vitale. Da Roots! è tutto ma anzichè augurarvi il solito e classico buon ascolto preferiamo chiudere lasciandovi alle note di Bravata, adattissimo per l’occasione, fazzoletti alla mano. (qui) dove ascoltare questo Tapes & Vinyls.

   

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