Crea sito

Roots! n.162 aprile 2021

Bruch-The Fool

Autore: Bruch

Titolo: – The Fool

Tracks: 1. The Trembler – 2. Big Boys – 3. The Singer – 4. Individual – 5. The Underground – 6. The Painter – 7. Bruch – 8. The Fool – 9. XY – 10. Let’s Sweath The Crap Out – 11. Gelotologie – 12. In Relief – 13. Mandelkern – 14 The Sinner

Anno: 2020

Genere: Sinth-wave, Post-punk, No-wave, Krautrock

Città: Monaco Di Baviera/Vienna

Componenti: Bruch (Philipp Hanich, musica, testi), Anna Pü (additionals vocals)

Etichetta: Trost Records

Formato: Vinile, CD, digitale

Sito web: Philipp Hanick

 

 

Bruch-The Fool

by Simone Rossetti

Se la musica si riducesse solo a quello che quotidianamente ci propinano le classifiche tanto varrebbe staccare la spina (lo sappiamo, è pur sempre una questione di gusti personali, quindi non discutibili ma anche di assuefazione ad un mercato e ad un pensiero usa e getta); fortunatamente esiste anche una musica “altra”, che potrà piacere o meno, ma che resta comunque quella possibilità in più, e non è poco. Di Philipp Hanich, compositore tedesco poliedrico e mente instancabile dietro la quale si celano una moltitudine di progetti paralleli sappiamo ben poco, molto poco, quello che possiamo dirvi è che questo The Fool risale all’ottobre del 2020, composto, suonato ed arrangiato dallo stesso Hanick e pubblicato per l’ottima etichetta discografica viennese Trost Records. Se il nome non vi dirà probabilmente nulla non importa (il nostro primo approccio è stato lo stesso), quello che conta (quello che è necessario) è che siete davanti ad un piccolo, forse piccolissimo, capolavoro (no, non un capolavoro nel senso classico, termine che qui su Roots! non amiamo). Un suono sinth-wave anni 80 ma in una forma molto destrutturata, un kraut rock post-moderno riletto e riscritto da una mente “folle” quanto geniale, semplice, seducente, una forma “pop” che di pop non ha nulla, troppo aliena, disturbante, oscura, scarna, eppure apparentemente “facile”. C’è anche altro, la voce, calda e pastosa, di Hanich, un Woody Guthrie contemporaneo (se vi può sembrare un’esagerazione ascoltatevi la bellisssima Bruch), un Bruce Springsteen “lontano anni luce” (Gelotologie, tristemente immensa o la bella The Sinner). Fermi un attimo, cercare di trovare “similitudini” per rendere questa musica più “comprensibile” non è corretto, Philipp Hanich è Philipp Hanich, personalità da vendere, un suono derivativo, forse, ma una musica che ha un suo respiro, uno spessore fuori dal comune sentire, se avete dei dubbi in proposito sparatevi (lasciatevi incantare, perdetevi) nelle note della splendida The Singer, si, quella piccola gemma che riempirà il vostro “sentire” di altro, a voi il piacere di scoprirla, e non è da meno The Underground attraversata da un morbido tappeto di tastiere e da una voce che sa come rapire e narrare storie, narrare, qualcosa che forse abbiamo dimenticato, e c’è In Relief, altro brano dalle atmosfere scure e malinconiche profumate di un polveroso deserto in bianco e nero perso ai confini di questo fottutissimo mondo, a voi la scelta. Vi lasciamo sulle note di Mandelkern dove Hanick duetta con la bella voce di Anna Pü (qui ed in The Painter), simil pop? No, solo un bel sentire e qui su Roots! non ci facciamo problemi a dirlo. E’ tutto oro quel che luccica? No, ci sono anche brani che si orientano più su sonorità elettro-techno che non ci convincono del tutto ma al di la di gusti ed interpretazioni personali una recensione (per quanto possa essere ben fatta) non potrà mai sostituirsi ad un ascolto; The Fool è un album al quale sarebbe impossibile ed ingiusto chiedere di più e forse nemmeno un seguito, tanto è fragile, scomposto, umanamente bello. Da Roots! è tutto (e quasi ci dispiace), un buon ascolto (qui).     

Bruch-The Fool

by Simone Rossetti

Translated by Queen Lady

If the music was reduced only to what the charts give us a lot every day it would be worth unplugging (we know, it’s still a matter of personal taste, so don’t questionable but also of addiction to a market and a thought disposable); fortunately there is also an “other” music, which you may like or not, but which still remains that possibility in addition, and it is not a little. By Philipp Hanich, multifaceted German composer and tireless mind behind which conceal a multitude of parallel projects we know very little, very little, what we can tell you is that this The Fool dates back to October 2020, composed, played and arranged by Hanick himself and released for the excellent Viennese record label Trost Records. If the name doesn’t tell you anything, it probably doesn’t matter (our first approach was the same), what matters (what is necessary) is that you’re in front of a little one, perhaps very small, masterpiece (no, not a masterpiece in the classic sense, a term that here on Roots! Not we love). An 80’s sinth-wave sound but in a very deconstructed form, a post-rock kraut rock modern reinterpreted and rewritten by a mind that is “crazy” as it is brilliant, simple, seductive, a form “Pop” that has nothing of pop, too alien, disturbing, dark, thin, yet apparently “easy”. There is also more, the voice, warm and mellow, of Hanich, a contemporary Woody Guthrie (if it may seem like an exaggeration to listen to the beautiful Bruch), a  Bruce Springsteen “far away light years “(Gelotologie, sadly immense or the beautiful The Sinner). Stop a moment, try to finding “similarities” to make this music more “understandable” is not correct, Philipp Hanich it is Philipp Hanich, a personality to sell, a derivative sound, perhaps, but a music that has its own breath, an uncommon thickness to feel, if you have any doubts about it shoot yourself (let yourself be enchanted, get lost) in the notes of the splendid The Singer, yes, that little gem that will fill your “feeling” with something else, to you the nice to discover it, and not least The Underground crossed by a soft carpet of keyboards and a voice that knows how to kidnap and tell stories, tell, something that maybe we have forgot, and there is In Relief, another piece with the dark and melancholy scented atmospheres of a dusty desert in black and white lost on the edge of this fucking world, the choice is yours. You we leave on the notes of Mandelkern where Hanick duets with the beautiful voice of Anna Pü (here and in The Painter), like pop? No, just good hear and here on Roots! we don’t mind saying it. Is it all that glitters gold? No, there are also songs that are more oriented towards electro-techno sounds that do not completely convince us but beyond personal tastes and interpretations a review (for how well it can be done) can never take the place of listening; The Fool is an album that it would be impossible and unfair to ask for more and perhaps not even a sequel, it is so fragile, broken down, humanly beautiful. From Roots! that’s all (and we’re almost sorry), a good listen (here).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error: Content is protected !!