Roots! n.308 novembre 2021 Bruce Sudano

Bruce Sudano - Ode To A Nightingale

Bruce Sudano – Ode To A Nightingale

by Simone Rossetti

Bruce Sudano è Bruce Sudano, può sembrare una banalità ma non lo è quando si deve scegliere fra il parlare della sua vita privata o della sua musica e noi abbiamo scelto la sua musica. Nato a Flatbush, quartiere di Brooklyn, New York City e da come intuirete dal cognome (o che già saprete) di chiare origini italiane, il resto è la vita, quella che ci accomuna un pò tutti. Tra Los Angeles e Milano, questo Ode To A Nightingale, uscito lo scorso ottobre per la Purple Heart Recording Co., nasce così, in una terra di mezzo ed in tempi che non sono da meno eppure è una musica che riesce a rassicurare, a dare un senso di serenità che, tornando ad un contorto oggi, non è cosa da poco. Interamente scritto e composto da Sudano con la collaborazione “a distanza” di Randy Ray Mitchell che da Los Angeles vi ha aggiunto le linee di basso, alcune parti di chitarra e la batteria. Un lavoro che ha il sapore d’altri tempi ma niente di “posticcio” o di  creato a tavolino anzi, saper conciliare l’ieri con l’oggi non è cosa da tutti ma Sudano ci riesce, più che con tecnica con grazia, quella di chi sa osservare ed “attraversare” nel bene e nel male un inevitabile quotidiano scorrere; un rock dai profumi seventies molto intimo ed introspettivo, un west-coast sound riletto con gli occhi di oggi che però non perde nulla della sua magia ed è bello riabbracciare ancora certe sonorità che rimandano agli Eagles, a Crosby, Stills, Nash & Young, a Joni Mitchell, a Jackson Browne, intendiamoci, niente di innovativo ma che fa bene allo spirito. Le prime due tracce poste in apertura sono quelle dal ritmo più sostenuto, Cosmic Ride è un bell’omaggio al sound dei Traveling Wilburys mentre Fatal Love ha una struttura più ritmica con un refrain niente male che sembra non prendersi troppo sul serio; mentre più seria è la traccia omonima con una bella interpretazione vocale e notevoli aperture armoniche, molto Eaglesiana, e non è da meno la delicata In Shadowland, una ballata acustica dolce-amara giocata su pochi accordi ma che sa come riscaldare questi giorni, a proposito, sottile e labile è la linea che separa il “vecchio dal nuovo”, una considerazione che ci viene spontanea ascoltando la voce di Sodano, in alcuni brani appena leggermente effettata, una scelta artistica e come tale non discutibile ma che può piacere o meno, dipende un pò dai gusti, sempre personali. Si prosegue con il soul blueseggiante della frizzante Do Be Do (Daytrippin’) per poi tornare su atmosfere più intime con una fra le tracce che preferiamo, Not Your Hero, (in questo caso voce lasciata al naturale e che almeno a nostro umile e modesto parere conserva un fascino più autentico), brano nel quale si viaggia veramente lontano (nel tempo e nello spazio) e lo ammettiamo, non senza un briciolo di nostalgia; album che si chiude sulle note acustiche di una sofferta All Hands che ci ricorda la poesia del primo Tom Waits ma anche il Boss più “solitario”. Ode To A Nightingale non è un capolavoro ma è un buon album (e guardando al panorama musicale odierno forse è anche un ottimo album) ma non è questo il punto, gli mancano i classici 2/3 “pezzi da novanta” ed è proprio questo il suo bello, è onesto, non cerca di fare colpo, ha una sua scorrevolezza ed un suo tempo, diremmo un album “in punta di piedi”, a buon intenditor poche parole. Da Roots! è tutto e come sempre buon ascolto (qui o qui). 

Tracklist

  1. Cosmic Ride
  2. Fatal Love
  3. Ode To A Nightingale
  4. In Shadowland
  5. Do Be Do (Daytrippin’)
  6. Not Your Hero
  7. All Hands

Bruce Sudano – Ode To A Nightingale

by Simone Rossetti

translated by Queen Lady

Bruce Sudano is Bruce Sudano, it may seem trivial but it is not when you have to choose between talking about his private life or his music and we have chosen his music. Born in Flatbush, borough of Brooklyn, New York City and as you will guess from the surname (or that you already know) of clear Italian origins, the rest is life, the one we all have in common. Between Los Angeles and Milan, this Ode To A Nightingale, released last October by Purple Heart Recording Co., thus was born, in a middle ground and in times that are no less yet it is a music that succeeds to reassure, to give a sense of serenity that, returning to a twisted today, is not a trivial matter. Entirely written and composed by Sudano with the “remote” collaboration of Randy Ray Mitchell who from Los Angeles has added bass lines, some guitar parts and drums. A job of other times but nothing “fake” or created at the table indeed, knowing how to reconcile yesterday with today is not something for everyone but Sudano succeeds, more than with technique with grace, that of those who he knows how to observe and “go through” an inevitable daily flow for better or for worse; a rock come on very intimate and introspective seventies perfumes, a west-coast sound reinterpreted with today’s eyes which, however, loses nothing of its magic and it is nice to still embrace certain sounds that refer to the Eagles, Crosby, Stills, Nash & Young, Joni Mitchell, Jackson Browne, mind you, nothing innovative but good for the spirit. The first two tracks placed in the opening they are these with the fastest pace, Cosmic Ride is a nice tribute to the Traveling sound Wilburys while Fatal Love has a more rhythmic structure with a pretty good refrain that looks not like it taking oneself too seriously; more serious is the homonymous track with a beautiful vocal interpretation remarkable harmonic openings, very Eaglesian, and not least the delicate In Shadowland, one bitter-sweet acoustic ballad played on a few chords but who knows how to heat these days, a purpose, thin and fleeting is the line that separates the “old from the new”, a consideration that there it comes spontaneously listening to Sodano’s voice, in some pieces just slightly effected, one artistic choice and as such not questionable but that you may like it or not, it depends a little on your tastes, always personal. It continues with the bluesy soul of the sparkling Do Be Do (Daytrippin‘) for then go back to more intimate atmospheres with one of our favorite tracks Not Your Hero (in this case voice left natural and that at least in our humble and humble opinion retains a more charm authentic), a piece in which one travels truly far away (in time and space) and it we admit, not without a shred of nostalgia; album that ends on the acoustic notes of a suffered All Hands that reminds us of the poetry of the first Tom Waits but also the most “lonely” Boss. Ode To A Nightingale is not a masterpiece but it is a good album (and looking at the panorama music today maybe it’s also a great album) but that’s not the point, they lack the classics 2/3 “big bits” and this is precisely his beauty, he is honest, he does not try to impress, he has his own fluency and its time, we would say an album “on tiptoe”, few to the good connoisseurwords. From Roots! it’s all and as always good listening (here or here).

Tracklist

  1. Cosmic Ride
  2. Fatal Love
  3. Ode To A Nightingale
  4. In Shadowland
  5. Do Be Do (Daytrippin’)
  6. Not Your Hero
  7. All Hands

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