Roots! n.351 gennaio 2022 Bonny Jack

Bonny Jack - Night Lore Blues

Bonny Jack – Night Lore Blues

(2021, Bloos Records)

by Simone Rossetti

Una musica che potremmo definire neo-blues o se preferite garage-blues, spaghetti-blues, DIY-blues e chissà in quanti altri modi (tanto per fare cassa), la verità è che comunque la si voglia rigirare sempre di maledetto e sporco blues si tratta, certo, qualche “purista” potrebbe storcere il naso ed in effetti questa musica si distanzia dal più classico blues delle origini per un approccio più roots, un roots-blues forse un pò “compiacente” ma che conserva ancora quella tradizione narrativa orale tipica del buon vecchio blues. Matteo Senese alias Bonny Jack “one blues man from Rome” fa tutto da solo o quasi (compagni di viaggio Black Snake Moan al sitar in The Wayfaring Soul, Tim Holehouse alla voce in Swamp Girl, Andrea Vettor alle percussioni in Old Fashioned Song e Marcela Talarico backing vocals in Walkin With The Devil) e la sensazione, a pelle, è quella di un ottimo lavoro, di un percorso artistico/personale che non passa necessariamente/direttamente dal classico “crocicchio del diavolo” caro a Robert Johnson (e giustamente, a ciascuno il suo tempo ed i suoi diavoli) ma dal respiro più ampio che riesce ad armonizzare insieme musica folk, country, hillbilly, cajun, bluegrass per poi far ritorno sempre lì, al blues ed ai suoi e nostri demoni. Prima di leggere/ascoltare queste storie soffermatevi però qualche attimo sull’artwork (disegnata da Michele Carrescia e la sua Muchomojoart) perchè è già un leggere; sullo sfondo color seppia un veliero (una nave che trasportava schiavi? Forse un tesoro?), la sagoma di un uomo impiccato ad un albero, il volto di una donna parzialmente oscurato, l’ombra di un altro uomo con in mano un coltello, una pallida luna piena e poi le fiamme che sembrano avvolgere una storia già maledetta in partenza, una storia di passione e di dolore, di demoni, di spiriti ma sopiti; bene, ora sapete cosa vi riserverà l’ascolto di questo Night Lore Blues. E si parte proprio dallo scarno blues di Dr. Jenny & Mr. Gail, l’humus è quello giusto e gli spiriti aleggiano sulle note di una chitarra resofonica che “puzza” di Mississippi, delle sue paludi, di storie di fantasmi, una bella interpretazione vocale di Matteo che non si limita solo ad interpretare ma sa farsi narrazione; atmosfere e suoni che cambieranno, si arricchiranno, nella successiva Old Salt costruita sulle note di un infernale banjo che profuma d’altri tempi e luoghi ma è anche un pezzo che suona maledettamente “moderno”. Walkin’ With The Devil è una murder-ballad che sembra chiamare a raccolta scheletri, impiccati, anime perse in qualche lurida bettola chissà dove…e si va, si va lasciandoci rapire dal folk spettrale di Jack The Ripper o dalla malinconica Goddess Blues. Un viaggio che vi riserverà molte altre sorprese (e che non vogliamo rovinarvi con inutili chiacchiere), ogni viaggio (un qualsiasi viaggio) fa storia a sé ed è strettamente personale; è vero abbiamo scritto “compiacente”, non è una parolaccia e non c’è niente di male, poi dipende, comunque in questo caso è da leggersi come “piacevolmente costruito” e questo Night Lore Blues lo è e noi non ce ne dispiaciamo, inutile girarci intorno, l’approccio di un Robert Johnson o di un Son House era “altro”, così come lo era quello di un Woody Guthrie e si, erano altri tempi ma soprattutto (soprattutto) sono e restano scelte artistiche e personali non discutibili che da qui in poi ciascuno valuterà secondo un proprio sentire. Da Roots! è tutto e come sempre buon ascolto (qui o qui).             

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