Roots! n.525 settembre 2022 Bill Evans – You Must Believe In Spring

Bill Evans - You Must Believe In Spring

Bill Evans – You Must Believe In Spring

(1981, Warner Bros.)

by Simone Rossetti

Potremmo dirvi che questo You Must Believe In Spring è un album immenso ma non renderemmo merito né a questa musica né a Bill Evans….sarebbe un pò come mangiare qualcosa di veramente buono e limitarsi a dire “ok, è buono” senza interessarsi ai suoi ingredienti, a come è stato preparato, a tutta una antica e sapiente arte che c’è dietro. Note, note come ingredienti….note che non escono mai a caso, il più delle volte si portano dietro un carico di sofferenza insostenibile, altre volte di “felicità”, raramente di serenità….note, che qualunque sia una loro storia, un loro destino, si faranno condivisione in un ascolto. Molti sanno suonare il piano, moltissimi lo sanno suonare bene, ancor di più saranno quelli che “eccellono” ed infine ci sono loro….quelli che si possono contare sulle dita di una mano, quelli che suonano il piano in modo “diverso”, quelli che “sembra” arrivino da un altro pianeta ma in realtà sono quanto di più umano e terreno ci possa essere…Thelonious Monk, Lennie Tristano, Michel Petrucciani, Cecil Taylor e pochi altri….Bill Evans è fra questi. Un dono, un predestinato…solo che la vita non bada a queste cose, non guarda in faccia nessuno, sa colpire duro una prima volta ma come se non bastasse sa anche infierire….Se ne andrà o forse è meglio dire che si lascerà andare, nel settembre di un 1980, aveva 51 anni. Riguardo alla sua storia personale troverete tutto in quel bidone dell’indifferenziata che è “la rete”, quello che ci premeva dirvi è che in ogni singola nota di questa musica (soprattutto in questo album) troverete una storia, un raccontare, un’attesa….Album registrato in due sessioni nell’agosto del 1977 ma pubblicato postumo solo nel 1981, insieme a lui due grandi del jazz, Eddie Gomez al basso (qui immenso) ed Eliot Zigmund alla batteria (e quanta classe)…..grande Musica, con la m maiuscola e come raramente vi capiterà di ri-ascoltare (non abbiamo detto “bella” perché forse non lo è, forse sì ma questo sarà solo a vostro ed insindacabile giudizio). You Must Believe In Spring, album profondamente malinconico, autunnale, un senso di serenità che sembra trasparire qua e là ma solo raramente ed a sprazzi….poi c’è l’accompagnamento di Gomez e Zigmund, in realtà parte stessa di un tutto ed il risultato sarà qualcosa di unico ma non di così “immediato”……quel poco che ci sentiamo di dirvi è che le uniche due tracce composte dalle stesso Evans, B Minor Waltz (for Ellaine) e We Will Meet Again (for Harry) sono dedicate rispettivamente alla sua ragazza da sempre ed a suo fratello, entrambi già troppo lontani per essere raggiunti anche con delle semplici note….forse, non lo sappiamo ….c’è Gary’s Theme di una bellezza che sembra non appartenere a questo mondo (oggi meno che mai e ce ne vergognamo tanto non la meritiamo)….e che dire della malinconica The Peacocks, ariosa, immensa, con il contrabbasso di Gomez a narrarci una stessa storia ma dal suo punto di vista o della notturna Sometime Ago dallo scorrere così “quieto” fino a farsi “altro”. Noi ci fermiamo qui, oltre, per scelta, non andremo…….Non è la musica che cambierà il corso delle cose, né ne allevierà le pene di un quotidiano vivere…..si và incontro alle sue note e nient’altro, arresi e disarmati in un perdersi…voletevi bene, sempre, comunque vada. Da Roots! è tutto e buon ascolto (qui o qui).

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