Roots! n.207 giugno 2021

Bilbosa-Ayla

Autore: Bilbosa

Titolo: Ayla

Tracks: 1. Neon /feat Lori Sky), 2. Tsuru, 3. 3+4, 4. Neon (original version)

Anno: 2021

Genere: Indie-rock, pop, jazz, prog, psichedelia   

Città: Genova

Componenti: Daniele Ferrari (basso e sinth), David Gesen Carrol (chitarra), Gabriele Gennaro (batteria), Stefano Pulcini (chitarra), Lorraine McCauley aka Lori Sky (testo e voce in Neon) 

Etichetta: Seahorse Recordings

Formato: Digitale

Sito web: Bilbosa 

 

Bilbosa-Ayla

by Simone Rossetti

Questione di porzioni, buone quanto si vuole ma pur sempre troppo piccole e non solo per saziarsi ma anche per apprezzarne appieno tutti i sapori e profumi con il risultato che una volta rientrati a casa saremmo costretti a cucinarci un bel piatto di pasta, semplice ma “gratificante”. Ecco, più o meno con questo nuovo Ep dei Bilbosa è andata allo stesso modo; dal titolo Ayla e fresco fresco di stampa (un giugno 2021 ancora tutto in divenire) per la piccola ma ottima Seahorse Recordings; 4 tracce delle quali una presente in due versioni, strumentale e cantata (ma di questo ne riparleremo), un buon album ma che alla fine ci ha visti “costretti” a tornare sui nostri passi e ad andare a riascoltarci il loro album di debutto (quel piattone di pasta), Diamond Dust, uscito sul finire del 2020. Non è una cosa inusuale, anzi, alle volte è necessaria se non si vuol ridurre una recensione ad una semplice lista della spesa ma prima un passo indietro; provengono da Genova i Bilbosa e sono Daniele Ferrari al basso e sinth, David Gesen Carroll alla chitarra, Gabriele Gennaro alla batteria e Stefano Pulcini alla chitarra, un suono difficilmente catalogabile e per questo interessante (ed a tratti anche notevole), si direbbe molto banalmente un indie-rock tutto sommato “normale” se non fosse che non lo è o per meglio dire lo è ma solo in parte, le atmosfere spaziano dal jazz, al prog, alla psichedelia fino alla musica contemporanea ma è soprattutto quando contaminano la loro musica con il jazz che (considerazione personalissima) che verrà fuori il meglio di questi ragazzi. Questo era Diamond Dust del 2020 ma qui ci fermiamo, ora è il momento di parlarvi di quest’ultimo Ep, Ayla; 21 minuti non sono molti ma abbastanza sufficienti per intuirne le direzioni (a scanso di equivoci non stiamo mettendo a confronto i due album). Precisazione, un Ep solitamente precede un nuovo album ma non è detto che ne anticipi i percorsi, vedremo, Neon è la traccia di apertura affidata alla voce della brava compositrice e cantante irlandese Lorraine McCauley aka Lori Sky (dalla timbrica molto vicina alla mai dimenticata Dolores O’Riordan dei Cranberries), diciamo che è un brano dalle sonorità molto ambient-nordiche e rilassate, uno scorrere piacevole, forse fin troppo radiofonico (la versione strumentale si svilupperà su altri toni) comunque di classe, quel “salto di qualità” che fino ad oggi mancava, Tsuru è un afro-funky elettroacustico carino e ben suonato ma che sembra mancare di qualcosa, più interessanti i quasi 7 minuti di 3+4 che spaziano dalle iniziali atmosfere acustiche tipicamente “British” di scuola anni 80 fino ad abbracciare nella seconda parte un soul-prog-rock di grande fattura e concludiamo con la versione, questa volta strumentale, di Neon (original version), l’input è ovviamente lo stesso della versione affidata alla voce di Lory Sky ma con il suono liquido delle chitarre di Carrol e Pulcini a tesserne le trame armoniche e melodiche ed una seconda parte più “sostenuta”, bella anche questa versione (meno “pop”). Abbiamo detto che non confronteremo questo Ep con il precedente album (noi no ma voi potrete farlo) e così sarà; Ayla è quel passaggio verso “altro” (almeno ci sembra, a pelle, poi ci sta di sbagliare), quale altro non è dato sapere e difficilmente intuibile, tecnica e fantasia ai Bilbosa non mancano, bisognerà poi vedere fin dove oseranno spingersi o se “ripiegheranno” su sonorità più accomodanti e “vendibili”; in attesa di un seguito (in ogni caso trattasi sempre di scelte artistiche e personali non discutibili) noi ci fermiamo qui, da Roots! è tutto e come sempre buon ascolto (qui o qui).     

  

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