Roots! n.384 febbraio Arnald Paul – Transparent Ideation

Arnald Paul - Transparent Ideation

Arnald Paul – Transparent Ideation

(2022, Fruits de Mer Records)

by Simone Rossetti

Non sappiamo chi fra i due sia più folle (geniale) o Arnald Paul o la stessa Fruits de Mer Records ad imbarcarsi in un progetto come questo, probabilmente entrambi ma tanto di cappello. Un Ep da 10” (pollici) di 7 tracce rigorosamente in vinile (trasparente) allegato ad un DVD (Yellow Facet Lime) contenente 20 tracce e se già questo vi può sembrare un “troppo” aspettate il resto. Arnald Paul, songwriter statunitense (almeno in base a quelle poche informazioni in nostro possesso) ma potrebbe trattarsi tranquillamente di “altro”, una presenza aliena, un nostro errore ricettivo, una semplice interferenza spazio-temporale; ed è fra questo nostro stupore (tradotto, un non capire un cazzo o meglio un capire ma avendo perso la percezione di un luogo e tempo fisici) e conseguente spaesamento che ci addentreremo nella musica di Transparent Ideation. Album (in realtà una “raccolta” di brani fino ad ora inediti in formato fisico e spalmati in un arco temporale di quasi trent’anni) interamente composto, suonato e registrato dallo stesso Arnald inizialmente su di un “vecchio” registratore analogico a 4 tracce, poi il lockdown e la necessità di “mettere ordine” rileggendo e riarrangiando questi brani in una “nuova” (sia mai detto!) veste; 7 tracce (in nostro possesso il 10”) che sembrano appartenere ad un altro tempo, no, messa così sarebbe troppo semplice, come se il tempo avesse “un suo tempo” quando in realtà siamo noi ad averlo mentre lui semplicemente scorre. Arnald Paul, un novello Syd Barrett che fregandosene di un tutto mette la sua musica su nastro come se il 1967 fosse oggi e un po’ ieri; una bellissima sfasatura spazio-temporale che inizialmente ci ha letteralmente spiazzato e non poco (inizialmente ma anche ad ogni successivo ascolto). Transparent Ideation non è un capolavoro ma oggi (prestate attenzione a questo “oggi”) è sicuramente altro; Arnald non “suona”, colora un tempo e lo fissa in uno spazio “armonico” con una naturalità da far cascare le braccia; The Soiled King è un arcobaleno di note da lasciare smarriti, un inebriarsi fra Kinks, Pink Floyd, Beatles, LSD, psichedelia, no, niente di posticcio o riesumato per l’occasione ed è proprio questo il suo bello. Non sono da meno Spiders, The Travelling Troupe Of Simon Smart (da brivido), Dr Please intrisa di profumi indiani che non possono non rimandare ai Beatles di Rubber Soul o di Revolver; c’è Stiff uno strappo temporale che vi catapulterà nei meandri elettrici di una psichedelia cara a Bevis Frond (di lui ne riparleremo a breve) e per concludere il placido scorrere ciclico delle note di Annabel Lee. Che dire, intanto e per correttezza che non è il nostro “genere” preferito (non stiamo parlando di preferenze prettamente musicali) ma che ugualmente apprezziamo in modo particolare, primo perchè questo è il “mondo di Arnald” ed anche se non è il “nostro” ne comprendiamo un suo valore ed un suo perché, secondo perchè questa musica sembra non avere un tempo, “alle orecchie” forse ma per una qualche strana alchimia quello che ascolterete sarà già un “dopo”. Ora sapete cosa fare od eventualmente cosa non fare (ma in questo caso potreste pentirvene); da Roots! è tutto e come sempre buon ascolto (qui) e qui dove eventualmente trovare l’Ep + DVD (non pubblicizziamo e non ce ne può fregare di meno tanto non ci guadagnamo nulla ma è anche giusto a chi può interessare dare qualche riferimento).

Arnald Paul – Transparent Ideation

(2022, Fruits de Mer Records)

by Simone Rossetti

translated by Queen Lady

We don’t know which of the two is crazier (brilliant) or Arnald Paul or the same Fruits de Mer Records ad embark on a project like this, probably both but hats off. An Ep from 10 “(inches) of 7 tracks strictly on vinyl (transparent) and attached to a DVD (Yellow Facet Lime) containing 20 tracks and if this already seems like a “too much” wait for the rest. Arnald Paul, American singer-songwriter (at least based on what little information we have) but being quietly an “other”, an alien presence, one of our mistakes could be opposed, one simple space-time interference; and it’s among our amazement (translated, a not understanding a or rather an understanding but having lost the perception of a physical place and time) and consequent disorientation that we’ll go into the music of Transparent Ideation. Album (actually one “Collection” of pieces previously unpublished in physical format and spread over a period of almost thirty years) entirely composed, played and recorded by Arnald himself initially on a “Old” 4-track analog recorder, then the lockdown and the need to “tidy up” re-reading and rearranging these passages in a “new” (never mind!) guise; 7 tracks (in our possession 10 “) that seem to belong to another time, no, putting it like this would be too much simple, as if time had “its own time” when in reality it is we who have it while it is it just flows. Arnald Paul, a novel by Syd Barrett who, not caring about a whole, puts it there his music on tape as if 1967 were today and a little bit yesterday; a beautiful space shift-storm that initially literally displaced us and not a little (initially but also at each next listen). Transparent Ideation isn’t a masterpiece but today (pay attention to this “today”) is certainly something else; Arnald does not “play”, he colors a time and fixes it in a space “Harmonious” with a naturalness to make the arms fall; The Soiled King is a rainbow of notes from leave lost, a intoxication between Kinks, Pink Floyd, Beatles, LSD, psychedelia, no, nothing artificial or exhumed for the occasion and that is precisely its beauty. Spiders are no less, The Traveling Troupe Of Simon Smart (thrilling), Dr Please imbued with Indian perfumes that don’t they may not refer to the Beatles of Rubber Soul or Revolver; there is Stiff a temporal tear that will catapult you into the electrical maze of a psychedelia dear to Bevis Frond (we’ll talk about him again short) and to conclude the placid cyclical flow of Annabel Lee’s notes. What to say, in the meantime and for fairness that is not our favorite “genre” (we are not talking about preferences purely music) but which we equally appreciate in a particular way, first of all because this is the “world of Arnald ”and even if it is not “ours ”we understand its value and its why, according to it because this music seems to have no time, perhaps “in the ears” but for some strange alchemy what you will hear will already be an “after”. Now you know what to do or possibly what not to do (but in this case you might regret it); from Roots! it’s all and as always good listening (here) end here where to find it (Ep + DVD, we don’t advertise and we can’t care less so we do not earn nothing but it is also right to those who may be interested to give some references).

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