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Roots! n.166 maggio 2021

Alexandra Zerner-Silhouette

Autore: Alexandra Zerner

Titolo: Silhouette

Tracks: 1. Colours Pt. 1 (Arrival), Pt. 2 (Mother). Pt.3 (Pilzhaus), Pt. 4 (Blue Marble) – 2. Fade Pt. 1 (Memories), Pt. 2 (Afternoon In September), Pt. 3 (Here It comes Again), Pt. 4 (Perspectives-feat.Maja Shining) – 3. To Black Pt.1 (Impromptu-In The Twilight), Pt. 2 (Through The Door), Pt. 3 (I’m Fine), Pt. 4 (Rite Of Passage)     

Anno: 2021

Genere: Progressive, Folk, Ambient, Hard-Rock, Metal, Rock

Città: Brno (Czech Republic)

Componenti: Alexandra Zerner (music and lyrics, guitars, keyboards, flute), Victor Alexandrov (drums), Arina (voce in Pilzhaus), Maja Shining (voce in Perspectives), Jeff Loomis (Arch Enemy, second solo on Here It Comes Again)  

Etichetta: n.d.

Formato: digitale

Sito web: Alexandra Zerner

 

Alexandra Zerner-Silhouette

by Simone Rossetti

Un tempo, molto tempo fa, era uso comune dire che i bambini nascessero sotto i cavoli, non era ovviamente così ma come in tutte le trazidizoni orali contadine non era un detto a caso ed aveva una sua verità; vi starete chiedendo cosa c’entra questo con Alexandra Zerner, c’entra, perchè questa ragazza se non è nata sotto un cavolo molto probabilmente è nata sotto una chitarra, che poi si tratti di una chitarra elettrica, acustica, a 6, 12 o 24 corde o di un mandolino, una lap steel, una fretless, un sitar indiano o tutto quello che vi pare non importa, basta che abbia le corde. Arriva da Brno, Repubblica Ceca, chitarrista, polistrumentista, compositrice, insegnante ed ingegnere del suono, una lunga attività alle spalle che ha inizio nel 2014 con la pubblicazione del primo album a suo nome 9 Stories e svariate collaborazioni di tutto rispetto e progetti paralleli; solo un infarinatura di massima per arrivare ad oggi e alla pubblicazione nel marzo di questo ancora infausto 2021 del suo ultimo album dal titolo Silhouette. Sapete bene che qui su Roots! si bada “a’i lesso”, cioè alla musica, il resto può essere sicuramente bello ed interessante ma non sempre corrisponde alla realtà (alla musica), dei “titoli”, referenze e premi vari non ce ne può fregare di meno; Silhouette nasce come concept album, 3 tracce (Colours, Fade e To black) suddivise a loro volta in 4 parti ciascuna; diciamolo subito, album rock (in generale ma approfondiremo) e principalmente strumentale, non il genere che ci è più consono ma bisogna riconoscerlo, è un ottimo lavoro che richiede forse un minimo di attenzione (l’usa e getta quotidiano fortunatamente qui non funziona) ma che sa anche incantare, musica che ha un suo spessore (che poi possa piacere o meno è un altro discorso); forse, musicalmente, potremmo dire troppo fine a se stesso ma non è questo il caso, Alexandra sa quello che fa ed è un percorso tutto personale (ovvio che poi la tecnica abbia una sua importanza ma non va a nascondere tutto il resto). Un rock che abbraccia diverse influenze e stili, da quello più classico degli anni 70, psichedelia e prog, a quello più moderno hard-rock e metal, fino ad un acustic- folk ambient dai profumi “classici”, un bel sentire. A partire dai suoni liquidi di Pinkfloydiana memoria della traccia di apertuna, Colours Pt. 1 (Arrival), in particolare la seconda parte lasciata al suono prog delle tastiere e ad un crescendo quasi commovente, così come la Pt. 4 (Blue Marble), un pezzo “sentito” che alterna sonorità folk acustiche ad altre più elettriche e qui c’è poco da dire, Alexandra Zerner sa come trasformare il suono della sua chitarra in linguaggio, voce narrante. Fade prosegue il discorso esplorando territori più vicini ad un prog di stampo classico nonché metal, Pt. 1 (Memories), qualche volta si ha come l’impressione di un voler “far troppo”, di mettere troppa carne al fuoco, ci sta ma ne riparleremo. Bella ma più scontata è la Pt. 4 (Perspectives) con Maja Shining alla voce, ed è una bella voce anche se il brano in sé suona un pò troppo rock-radiofonico. Discorso a parte per To Black, la prima parte (Impromptu) lasciata alle sole note del piano suonato dalla stessa Alexandra merita da solo 1, 5, 30 ascolti, è quel posto lasciato all’oblio dove “finalmente” perdersi o ritrovarsi, sarà solo una vostra scelta. Vi lasciamo alle atmosfere epiche-ambient della finale Rite Of Passage dove il suono della chitarra raggiungerà vette altissime per intensità e tecnica, tanto di cappello; il resto di questo lavoro a voi scoprirlo, come è sempre giusto che sia. E’ tutto oro quel che luccica? No, è un buon album, con tutti i limiti che può avere un concept-album,  non è questo il punto, ma se è buono, e lo è, noi di Roots! non ci accontentiamo e ci piacerebbe vedere/ascoltare Alexandra Zerner con una band non a suo nome ma all’interno di un vero e proprio “progetto” dove le individualità personali richiedono giustamente un “confrontarsi”, certo, non è indispensabile, sono scelte artistiche e personali indiscutibili ma il rischio è quello (in questo genere) di  cadere in un “egocentrismo” fine a se stesso. Sia ben chiaro, qui recensiamo ma soprattutto parliamo di musica, non abbiamo né pretendiamo di avere la verità in tasca e alla fine sono solo considerazioni che possono lasciare il tempo che trovano, Silhouette è questo, prendere o lasciare, se anche vi dicessimo che a noi è piaciuto (ed è piaciuto) non cambierebbe assolutamente nulla, per cui ascoltatelo, se vi va, e basta. Da Roots! è tutto e sulle ancestrali note folk di Pilzhaus (introdotta dalla bravissima vocalist Arina) come sempre vi auguriamo un buon ascolto (qui).

Alexandra Zerner-Silhouette  

by Simone Rossetti

Translated by Queen lady

Once, a long time ago, it was common to say that babies were born under cabbages, it wasn’t obviously so but as in all peasant oral traditions it was not a random saying and had one its truth; you may be wondering what does this have to do with Alexandra Zerner, does it have to do with it, because this girl if she was not born under a cabbage most likely she was born under a guitar, then it is an electric, acoustic, 6, 12 or 24 string guitar or a mandolin, a lap steel, a fretless, an Indian sitar or whatever you like doesn’t matter, as long as it has strings. Comes from Brno, Czech Republic, guitarist, multi-instrumentalist, composer, teacher and sound engineer, one long activity behind she that began in 2014 with the release of the first album in his name 9 Stories and various highly respected collaborations and parallel projects; just a rough smattering to get to today and the publication in March of this still inauspicious 2021 of his last album titled Silhouette. You know very well that here on Roots! pay attention to “i lesso”, that is to say, to music, the rest can certainly be beautiful and interesting but it does not always correspond to reality (to music), “titles”,  references and various prizes we can not care less; Silhouette was born as concept album, 3 tracks (Colors, Fade and To black) divided in turn into 4 parts each; let’s face it, rock album (in general but we will deepen) and mainly instrumental, not the genre that is more appropriate to us, but we must recognize it, it’s an excellent job that perhaps requires a minimum of attention (fortunately, the daily disposable doesn’t work here) but who also knows enchant, music that has its own depth (whether you like it or not is another matter); perhaps, musically, we could say too much of an end in itself but that’s not the case, Alexandra knows that that he does and it is a completely personal path (it is obvious that then the technique has its own importance but not goes to hide everything else) A rock that embraces different influences and styles, from the most classic one from the 70s, psychedelia and prog, to the more modern hard-rock and metal, up to an acoustic-folk ambient with “classic” scents, a nice feeling. Starting from the liquid sounds of Pinkfloydiana memory of the opened track, Colors Pt. 1 (Arrival), in particular the second part left to the sound prog of the keyboards and to an almost touching crescendo, as well as the Pt. 4 (Blue Marble), a “Heard” that alternates acoustic folk sounds with other more electric ones and there is little to say here, Alexandra Zerner knows how to transform the sound of his guitar into language, narrating voice. Fade continues the discourse exploring territories closer to a classic as well as metal prog, Pt. 1 (Memories), sometimes one gets the impression of wanting to “do too much”, to put too much meat on the fire, there is but we’ll talk about it again. Beautiful but more obvious is Pt. 4 (Perspectives) with Maja Shining to the voice, and it is a beautiful voice even if the song itself sounds a little too much ” radio-rock”. Speech a part for To Black, the first part (Impromptu) left to the notes of the piano played by the same Alexandra alone deserves 1, 5, 30 plays, it is that place left to oblivion where “finally” get lost or get together, it will only be your choice. We leave you to the epic-ambient atmospheres of the Rite final Of Passage where the sound of the guitar will reach very high peaks in terms of intensity and technique, much of hat; the rest of this work is up to you to find out, as it always should be. That is all gold what glitters? No, is a good album, with all the limitations that a concept album can have, that’s not it the point, but if it’s good, and it is,  we at Roots! We are not satisfied and we would like to see / hear Alexandra Zerner with a band not in her name but within a real “project” where personal individualities rightly require a “confrontation”, of course, it’s not indispensable, they are indisputable artistic and personal choices but the risk is that (in this genre) of falling into an “egocentrism” as an end in itself. Let’s be clear, here we review but above all we talk about music, at our peril, we neither have nor claim to have the truth in your pocket and to end are only considerations that can leave the time they find, Silhouette is this, take it or leave it, even if we told you that we liked it (and liked it) it wouldn’t change absolutely nothing, so just listen to it. From Roots! it’s all and on ancestral folk notes of Pilzhaus (introduced by the talented vocalist Arina) as always good listening (here).

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