Roots! n.440 maggio 2022 Albireon – A Mirror For Ashen Ghosts Part Two

Albireon - A Mirror For Ashen Ghosts Part Two

Albireon – A Mirror For Ashen Ghosts Part Two

(2022, Toten Schwan Records)

by Simone Rossetti

Molto banalmente, molto stupidamente e probabilmente anche molto inutilmente ma questo A Mirror For Ashen Ghosts Part Two è di tale bellezza che il semplice aggiungere un qualcosa che non sia già all’interno dei suoi solchi ci mette in seria difficoltà, quel di più del quale faremmo volentieri a meno e del quale, per scelta, faremo proprio a meno .

Raccontami una fiaba in cui nessuno muore, e mentimi se vuoi ma fallo con il cuore…ti aspetto qui all’incrocio tra oggi e il domani per sciogliere dagli incubi le nostre, bianche, mani”.

Breve estratto da una bellissima, dolcissima e dolorosa Raccontami Una Fiaba – Anna Pardini (aveva solo 20 giorni quando fu uccisa il 12 agosto del 1944 dai nazifascisti in quella che verrà puntualmente ricordata e celebrata, oggi anche molto ipocritamente, come la strage di Sant’Anna Di Stazzema), e invece no, No, quello che andrete ad ascoltare non sarà una “celebrazione” in musica ma un dilaniante esserci, “ascoltarne” un racconto, un respiro. Tanto di cappello.

Sono l’ombra spenta di un acrobata mancato, col cuore troppo pesante per volare, raccolgo ciò che resta quando il circo è ormai passato e guardo gli altri ridere di me…”.

Da Diario Minimo Di Un Acrobata Mancato – Agostino Di Bartolomei; Agostino Di Bartolomei, calciatore italiano 1955-1994, “mi sento chiuso in un buco” furono le sue ultime parole lasciate scritte su di un biglietto.

Albireon ovvero Stefano Romagnoli ai loops e samples, Carlo Baja Guarienti alle tastiere, piano e flauto e Davide Borghi alla voce, chitarra e samples mentre l’artwork è ad opera di Massimo Romagnoli. E si prosegue, anzi no, non lo faremo e sapete il perché? Perché qui non recensiamo ma ci illudiamo di un parlare di musica (forse anche male ma speriamo onesto, comunque a modo nostro), di un andare oltre a tutte le nostre umane miserie, di un narrare prima che quell’inevitabile oblio si compia; Nel Gelido Abbraccio Del Pozzo – Alfredino Rampi, Il Mio Nome E’ Luigi – Louis XVII, Oltre Veli D’Immoto Stupore – Federico Garcia Lorca, Avamposti Di Luce – Cesare Pavese ed ancora e ancora. Dietro ad ogni titolo una storia, una memoria, un presente, un confrontarsi doloroso, ostico, durissimo, scheletrico (anche musicalmente); difficile uscirne, difficile intravederne un qualsiasi o flebile spiraglio di “luce” che forse non deve esserci, non c’è, o forse si, perché già un narrare (quello degli Albireon non certo il nostro) di per se lo è; non lo è il silenzio.

Altro, una Part Two che arriva a seguire una Part One pubblicata nel 2018 e che per correttezza vi diciamo di non aver ancora avuto  modo di ascoltare (cosa che faremo ma non ora) ed il successivo split insieme a Zeresh (2021) del quale abbiamo invece  parlato qui, questo per arrivare ad un oggi dove il presente sembra superare il passato e non appartenergli più, siamo in un nulla, devastato e davastante;  vorremmo raccontarvi altro, soffermarci su ogni singola parola di questo lavoro, su ogni singola nota, su ogni sua singola storia ma per cosa poi? Vi basti questa poesia di lacerante e lucida bellezza, un “disco” che non ha bisogno di noi ma solo di essere ascoltato ed amato (sarà dura ma vi assicuriamo che ne varrà tutta la pena, tutta).

Sarà qui, che chiuderò gli occhi, le dita stringono le sabbie abbandonate dai ghiacciai, senza poterle trattenere…qui dove chiuderò gli occhi, tra i ghiacciai silenziosi, di un cuore abusato, che ha amato e amato e amato e amato…” da Tra Le Sabbie Dei Ghiacciai – Gunther Messner.

Da Roots! è tutto e come sempre buon ascolto (qui).

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