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Roots! n.108 febbraio

Aitvaras-Aitvaras

Autore: Aitvaras

Titolo: Aitvaras

Anno: 2019

Genere: Black metal

Città: Austria

Componenti: Johannes Moser (chitarra), Thomas Pichler (chitarra), Andreas Kaucic (voce), Patrick reiter (basso), Eugen Klammsteiner (batteria)

Etichetta: Anthrazit Records

Formato: CD, digitale

Sito web: https://www.facebook.com/aitvarasmusic/

Aitvaras-Aitvaras

by Simone Rossetti

Niente da fare, ascoltate un pezzo come Pestkammer e ve ne innamorerete subito, che sia black- metal, punk o jazz non avrà più alcuna importanza e sapete il perchè? perchè è grande musica, un brano di immenso fascino, potente, violento, malinconico, che ci racconta di un oblio più grande delle nostre umane e misere esistenze, è un perdersi in una purezza devastante. Gli Aitvaras, un gruppo autriaco dedito al sacro fuoco di un “melodic” black-metal nella migliore tradizione nordica qui al loro album di debutto realizzato nel 2019 e prodotto dall’ottima etichetta indipendente Anthrazit Records. Un nome che risale ad antiche leggende balcaniche, l’Aitvaras, uno spirito maligno, alle volte benevolo, che vive nelle terre più estreme e remote della Lituania e che può presentarsi sotto diverse sembianze, dal drago alato ad un gatto nero o ad un gallo, questo per la cronaca ma anche perchè dietro ad un nome c’è sempre una storia, o più storie, da raccontare; la classica line-up con due chitarre, basso, batteria e l’intensa voce di Andreas Kaucic, un misto fra scream e growl di grande impatto evocativo; musicalmente un “sentire” estremo violento e “dolce “ allo stesso tempo che a tratti può ricordare i grandissimi Agalloch (quanto ci mancano). Il brano di apertura è affidato alla strumentale Opus A Aitvaras, a lei spetterà introdurci in questo climax di abbandono dai tratti epici e maliconici, solo un breve assaggio a cui seguirà la splendida Coming From The Abyss con una struggente intro acustica a fare da tema che esploderà poi in potenti riff e doppia cassa a manetta, bella la voce di Kaucic, drammatica e lacerante ma sempre controllata, un pezzo dove si vola altissimi e senza timore di cadere; dalla ritmica ancora più serrata e dalle atmosfere di scuola Mayhem è In Times Of War con una prima parte di riff suonati all’unisono dalle due chitarre ed un ponte di drammatica ed umana malinconia, poi sarà tutto un crescendo ancora più potente e di rara bellezza (ascoltatevi il dialogo finale fra le due chitarre); a seguire Pestkammer della quale abbiamo già accennato ma lasciamo a voi il piacere di scoprirla in tutta la sua limpida purezza; c’è la più strutturata e complessa Mourning Emptiness, compositivamente notevole ma forse troppo dispersiva (menzione a parte per il ponte strumentale che vi trascinerà l’anima direttamente all’inferno o in paradiso, dipende sempre da dove vi sentite più a vostro agio e per quel che ci riguarda non abbiamo dubbi). Stiamo facendo la classica ed inutile lista della spesa e non è da noi, meglio fermarsi qui ma vi assicuriamo che il seguito avrà ancora modo di stupirvi come nelle note oscure e maestose di Verachtung (da brivido) o nella più amara ed eterea Paradise Denied. Un album di debutto che sa di tante cose, che ha respiro, passione, budella, cuore ed ammantato di quella umana tristezza che sa ferire e guarire insieme, un’album dal suono non “pompato” come spesso accade per le attuali produzioni ma nemmeno così grezzo da risultare inascoltabile, un suono naturale e terribilmente umano; lo sapete che non diamo niente per scontato, i gusti sono gusti e giustamente indiscutibili ma niente è immobile, statico (malgrado quello che vogliono farci credere), aprirsi a qualcosa di nuovo vuol dire darsi una possibilità in più che altrimenti non sapreste di avere e credeteci, di questi tempi è tanta roba; un’ultimissima e breve considerazione e poi chiudiamo, la base è già di per se ottima ma se questi ragazzi troveranno il coraggio di osare appena un pò di più siamo sicuri che andranno lontano, molto lontano, il sacro fuoco è più che mai vivo e la via è quella maestra. Da Roots! è tutto e come sempre buon ascolto (qui).

 

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