Roots! n.305 novembre 2021 A Rare Look Behind

A Rare Look Behind - Various Artists

A Rare Look Behind – Various Artists

by Simone Rossetti

State imbiancando casa e non avete voglia di ascoltare qualcosa di troppo impegnativo ma nemmeno di palesemente stupido come la “musica” che quotidianamente vi passano in molte radio? Bene, questa è la compilation che farà al caso vostro (anche se non dovete necessariamente imbiancare). Leggera, piacevole, varia come è giusto che sia, non troppo impegnativa ma interessante, molti ottimi brani (ma è pur sempre una questione di gusti personali) per un totale di 25; una compilation che se avete da imbiancare un monolocale arriverete si e no alla metà (vorrà dire che il resto ve lo terrete per le pulizie di primavera) ma se avete un 3/4 o beati voi un /5 vani ed oltre vi divorerete in un attimo e con sommo piacere nonché indulgenza. Album compilato da Tom Hilton per la Aldora Britain Records in questo primo scorcio di inverno che sembra non promettere niente di buono (ma fortunatamente ci resta almeno la musica) e dedicato a Michaek K. Williams. Questo in breve, poi c’è il suo scorrere piacevole, fra un brit-pop anni 80, rock FM di tradizione americana, acoustic folk, psichedelia, garage beat, acid jazz, qualche rara spruzzata metal ma sempre molto facilmente fruibile ed anche altro; premessa, perdonate la nostra ignoranza ma non conosciamo nessuno di questi artisti o gruppi, tutti meritevoli e su alcuni dei quali torneremo sicuramente a parlare in modo più approfondito ma non ora, è una compilation motivo per il quale ci muoveremo con molta leggerezza lasciando che sia solo l’istinto a portarci dove vuole, nessuna scaletta, nessuna lista della spesa. Si parte con le atmosfere dolcemente jazzate ed eleganti di A Hundred Thousand Questions della bravissima artista olandese Ellen Pels per poi passare alle malinconiche sonorità Smithsiane dell’inglese Jim Bower con la sua When David Bowie Died, davvero un bel sentire; c’è l’acoustic folk direttamente dal New Hampshire di Todd Hearon con Evangeline, una ballata che ha il sapore d’altri tempi quando gli spazi erano davvero liberi e non come ora dove ci siamo assuefatti ad un surrogato di libertà gestito dalla rete; e dalla California, più precisamente da San Diego, arrivano questi “strani”  Manganista con un frizzante mix fra rock-opera e ritmi ska della loro Tipping Point; sempre statunitensi ma questa volta dello stato di Washington sono gli Atari Ferrari con un pezzo rock, River, dalle atmosfere un pò anni ’80, intenso, belle armonizzazioni ed un refrain che tanto di cappello, ed è bravo anche il songwriter Billy Liberator con un brano, Going Your Way, che si muove fra il classico british folk ed influenze “old time” di tradizione americana, semplice ed arioso. Ma non è ancora finita perchè con gli australiani The Liquid Project verrete catapultati in un trascinante acid jazz anni 90 dal grande respiro soul (For You) e che dire di un pezzo come Jerome dello spagnolo Pablo Solo? 3 minuti e 49 secondi di un infernale e malatissimo rhythm and blues anni ‘50 capace di polverizzare qualsiasi ascolto radiofonico (e mediatico) che oggi vi spacciano per “moderno”. Potremmo continuare ed il materiale non mancherebbe ma non vogliamo rovinarvi il piacere della sorpresa, l’input giusto ve lo abbiamo dato, una compilation che vi sorprenderà brano dopo brano (ci scusiamo per non averli citati tutti), a sorpresa, quando meno ve lo aspettate ed è proprio questo il suo bello. Da Roots! è tutto e come sempre buon ascolto (qui).  

A Rare Look Behind – Various Artists

by Simone Rossetti

translated by Queen Lady

You are painting your house and you don’t want to listen to something too demanding but not even blatantly stupid like the “music” that you play on many radios every day? Well, this is the compilation for you (although you don’t necessarily have to whitewash). Light, pleasant, varied as it should be, not too demanding but interesting, many great songs (but it’s still a matter of personal taste) for a total of 25; a compilation that if you have to paint a studio apartment you will reach the middle (will want say that you will keep the rest for spring cleaning) but if you have a 3/4 or lucky you a 5 rooms and beyond that you will devour yourselves in a moment and with great pleasure and indulgence. Album compiled by Tom Hilton for Aldora Britain Records in this first glimpse of winter that doesn’t seem promising nothing good (but luckily we have at least the music left) and dedicated to Michaek K. Williams. This in short, then there is its pleasant flow, between an 80’s Brit-pop, traditional FM rock american, acoustic folk, psychedelia, garage beat, acid jazz, some rare metal splash but always very easy to use and more; premise, forgive our ignorance but not we know none of these artists or groups, all deserving and some of which we will return to definitely talking more in depth but not now, it’s a compilation reason why we will move very lightly, leaving only the instinct to take us where it wants, none lineup, no shopping list. It starts with the softly jazzed and elegant atmospheres of A Hundred Thousand Questions by the talented Dutch artist Ellen Pels and then move on to melancholic Smithsian sounds of Englishman Jim Bower with his When David Bowie Died, a really nice feel; there is acoustic folk straight from Todd Hearon’s New Hampshire with Evangeline, a ballad that has the flavor of other times when spaces were really free and not like now where we have become accustomed to a surrogate of freedom managed by the network; and from California, more precisely from San Diego, these “strange” Manganista arrive with a sparkling mix of rock-opera and ska rhythms from their Tipping Point; always American but this time from the state of Washington are the Atari Ferrari with a rock song, River, with an atmosphere a little bit 80s, intense, beautiful harmonizations and a refrain that hats off, and the songwriter Billy Liberator, is also good, with a song, Going Your Way, which moves between classic British folk and influences “Old time” of American tradition, simple and airy. But it’s not over yet because with Australian The Liquid Project you will be catapulted into a rousing 90’s acid jazz from the great soulful breath (For You) and what about a piece like Jerome by the Spanish Pablo Solo? 3 minutes and 49 seconds of a hellish and very sick 50s rhythm and blues capable of pulverizing any listening to radio (and media) that today pass you off as “modern”. We could continue and the there is no lack of material but we do not want to spoil the pleasure of the surprise, the right input is there we have given, a compilation that will surprise you song after song (sorry for not having them all cited), surprisingly, when you least expect it and that’s exactly its beauty. From Roots! and everything and as always good listening (here).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

error: Content is protected !!